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Da novembre 2025 ogni giocatore italiano che vuole aprire un conto gioco online deve utilizzare lo SPID o la Carta d’Identità Elettronica con livello di sicurezza 2 o superiore. Lo stabilisce il Decreto Legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che ha riscritto le regole di accesso al mercato dell’iGaming. La novità è radicale: non più semplici dati anagrafici e una scansione del documento, ma un’identità digitale certificata dallo Stato, la stessa che si usa per accedere ai servizi della pubblica amministrazione tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Identità digitale obbligatoria: cosa cambia per l’onboarding

Fino a pochi mesi fa per registrarsi su un casinò online bastava inserire nome, cognome, data di nascita e codice fiscale, spesso senza una verifica in tempo reale. Ora il sistema impone il passaggio attraverso i nodi SPID o la lettura della CIE. L’effetto immediato è un onboarding più lungo ma più sicuro. I gestori devono integrare le proprie piattaforme con i servizi di identity provider autorizzati, con costi di implementazione che non tutti i piccoli operatori possono sostenere. Il risultato probabile è una concentrazione del mercato attorno ai concessionari più strutturati. Il processo di adeguata verifica del contraente per il gioco online, quello che i tecnici chiamano KYC, diventa così molto più rigoroso, in linea con le norme antiriciclaggio già previste dal Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231.

La stampa di documenti di identità sicuri, come la stessa CIE, è da sempre un settore in cui l’arte grafica incontra la sicurezza. Salvioni arti grafiche, con oltre 175 anni di esperienza, sa bene che la riproduzione di elementi di sicurezza su carta richiede la stessa precisione che ora viene chiesta in ambito digitale per il gioco online. Un parallelo non casuale: la fiducia nasce dalla tracciabilità del documento, sia esso cartaceo o elettronico.

Più tutele per il giocatore, meno spazio per il mercato nero

L’obbligo di SPID e CIE di livello 2 rende quasi impossibile l’uso di identità false o rubate per aprire conti gioco. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) potrà incrociare in tempo reale i dati con l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Le piattaforme non autorizzate, che spesso operano con licenze estere e non richiedono documenti, diventano l’unica via per chi vuole eludere i controlli. Ma il rischio penale per il giocatore cresce, e la mancanza di tutele – rimborsi, autoesclusione, limiti di deposito – diventa un deterrente forte. Resta da vedere se il nuovo sistema per l’apertura del conto gioco a distanza come previsto dal decreto 41/2024 riuscirà a erodere la quota del cosiddetto “mercato grigio”. Secondo le stime ufficiose discusse in sede ADM, si parla di circa il 15% della raccolta.

I giocatori italiani, prima di scegliere una piattaforma, consultano portali di valutazione come le ThorFortune recensioni per capire come i gestori stanno implementando la nuova procedura SPID e se l’identificazione remota avviene senza intoppi. Questa abitudine è cresciuta proprio con l’introduzione delle nuove regole: la trasparenza sulla verifica dell’identità è oggi un criterio di scelta centrale.

Autoesclusione granulare e nuovi strumenti dal febbraio 2026

La riforma non si ferma all’ingresso. Dal febbraio 2026 i giocatori potranno attivare un’autoesclusione selettiva, bloccando singole tipologie di gioco – ad esempio solo le slot o solo il poker sportivo – anziché dover chiudere l’intero conto. Una richiesta che arriva dalle associazioni per la prevenzione della ludopatia, ma che pone problemi tecnici non banali: i sistemi dei concessionari dovranno distinguere tra prodotti sulla base della stessa identità digitale. Anche in questo caso, la collaborazione tra stampatori di documenti sicuri e sviluppatori software sarà determinante per creare interfacce che associno la CIE a permessi granulari. Il portale ADM per l’autoesclusione dei giocatori, accessibile tramite SPID, è già operativo per la sospensione totale, ma la versione selettiva richiederà modifiche consistenti ai database delle concessioni.

Il passo successivo, già discusso in sede ministeriale, potrebbe essere l’estensione dell’obbligo SPID/CIE anche per i pagamenti e i prelievi. Se così fosse, l’intero ecosistema del gioco online italiano diventerebbe il più tracciato d’Europa. La domanda che resta aperta è se questa robustezza digitale riuscirà a convincere i giocatori ad abbandonare i canali non regolamentati, o se invece spingerà una parte dell’utenza verso soluzioni ancora meno controllabili. Il direttore dell’ADM, Roberto Alesse, ha più volte ribadito che l’obiettivo è proprio quello di rendere la verifica dell’identità del giocatore un ostacolo insormontabile per gli operatori abusivi. Servirà tempo per vedere se la strategia funziona.

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